La denuncia sindacale sulla carenza di personale non riguarda soltanto l’organico di un corpo municipale. Investe la capacità della città di garantire sicurezza urbana, mobilità, controllo del territorio e continuità delle funzioni amministrative.

La situazione della Polizia locale di Lamezia Terme riporta all’attenzione una questione che dovrebbe occupare una posizione centrale nella riflessione sul governo della città: la relazione fra dimensione delle responsabilità pubbliche e disponibilità delle risorse organizzative necessarie per esercitarle. Si tratta di un problema che trascende il singolo corpo di polizia e che investe la capacità complessiva dell’ente locale di svolgere le funzioni che gli sono attribuite dall’ordinamento e che i cittadini si aspettano di ricevere.
Il 10 ottobre si è svolta un’assemblea dei lavoratori convocata dal sindacato CSA, durante la quale è stata denunciata una carenza di personale considerata ormai strutturale e non più riconducibile a difficoltà congiunturali. Secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, il corpo dispone di meno di trenta unità, mentre il parametro richiamato dalla normativa regionale porterebbe a un fabbisogno teorico significativamente superiore. Il sindacato ha inoltre evidenziato l’età media elevata del personale e il ricorso frequente a modificazioni dei turni e dei riposi per garantire la continuità dei servizi, una pratica che, se protratta nel tempo, può compromettere la qualità delle prestazioni e la salute dei lavoratori.
L’assemblea ha richiesto l’apertura di un confronto con l’amministrazione comunale, prospettando ulteriori iniziative sindacali qualora non emergessero risposte adeguate. Si tratta di dichiarazioni e valutazioni dell’organizzazione dei lavoratori, che devono essere distinte da una verifica amministrativa complessiva della dotazione organica e delle effettive possibilità assunzionali dell’ente. La distinzione è importante perché permette di collocare la questione nel quadro istituzionale appropriato, evitando che la legittima rivendicazione sindacale venga confusa con una valutazione tecnica della capacità organizzativa dell’ente.
La vicenda non può essere ridotta a una controversia relativa al personale, per quanto questa dimensione sia centrale. La Polizia locale esercita funzioni che incidono direttamente sulla qualità della vita urbana e sul funzionamento quotidiano della comunità. La regolazione della circolazione, il controllo della sosta, la vigilanza sul rispetto di numerose disposizioni amministrative, il supporto alla sicurezza urbana e la partecipazione alle attività di protezione civile costituiscono componenti importanti del funzionamento ordinario della città. La loro efficacia dipende dalla disponibilità di personale, ma anche dalla qualità dell’organizzazione e dalla chiarezza delle priorità operative.
Una struttura sottodimensionata può essere costretta a concentrare le proprie attività sulle esigenze più immediate, riducendo la possibilità di sviluppare interventi programmati e di svolgere funzioni di prevenzione e di analisi. La differenza è significativa e riguarda la natura stessa dell’azione amministrativa. Un’amministrazione che interviene soltanto quando emerge una criticità esercita prevalentemente una funzione reattiva, nella quale le risorse vengono assorbite dalla gestione dell’emergenza e non possono essere impiegate per attività di pianificazione e di miglioramento. Una struttura dotata di adeguate capacità organizzative può invece svolgere attività preventive, analizzare i problemi ricorrenti e contribuire alla programmazione delle politiche urbane con un apporto di conoscenza e di competenza che arricchisce il processo decisionale.
Lamezia presenta caratteristiche territoriali che rendono particolarmente importante questa distinzione. La città si sviluppa attraverso un sistema urbano articolato, nel quale i nuclei storici di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia sono collegati da infrastrutture e insediamenti distribuiti su un territorio esteso e eterogeneo. La gestione della mobilità non riguarda quindi esclusivamente il controllo delle principali arterie cittadine. Comprende una pluralità di situazioni differenti: aree scolastiche, centri storici, quartieri residenziali, zone commerciali e collegamenti con le principali infrastrutture territoriali. La presenza dell’aeroporto, della stazione ferroviaria e dei collegamenti autostradali attribuisce inoltre alla città una funzione che supera la dimensione strettamente comunale e che richiede capacità di coordinamento con altri soggetti istituzionali.
La disponibilità di personale rappresenta una condizione necessaria, ma non sufficiente. Occorre conoscere la distribuzione delle attività, i carichi di lavoro e le esigenze effettive dei servizi. Un piano di rafforzamento dovrebbe partire da una valutazione organizzativa che risponda ad alcune domande fondamentali: quali funzioni assorbono il maggior numero di ore di servizio? Quali attività risultano maggiormente esposte alle carenze di personale? Quali procedure potrebbero essere semplificate attraverso strumenti tecnologici? Quali interventi richiedono necessariamente la presenza fisica degli operatori? Sono interrogativi che permetterebbero di costruire una programmazione fondata su elementi verificabili e di individuare le priorità in modo razionale.
La questione delle assunzioni deve inoltre confrontarsi con i vincoli finanziari dell’ente. La situazione economica del Comune e gli obblighi derivanti dal percorso di riequilibrio finanziario incidono sulle possibilità di programmazione del personale. Questi vincoli non possono essere ignorati, ma non dovrebbero neppure diventare una ragione per rinunciare a una valutazione complessiva delle esigenze organizzative. Una amministrazione deve poter distinguere fra ciò che non è immediatamente realizzabile e ciò che può essere programmato attraverso un percorso pluriennale, costruendo una strategia di medio periodo che affronti il problema in modo graduale ma sistematico.
La gestione del personale richiede continuità. L’invecchiamento degli organici, quando non viene accompagnato da un ricambio generazionale adeguato, può determinare una progressiva perdita di capacità operativa e di competenze specialistiche. Il problema riguarda anche la trasmissione delle conoscenze: gli operatori più esperti possiedono una conoscenza del territorio e delle procedure amministrative che costituisce un patrimonio professionale importante e che rischia di andare perduto con il loro pensionamento. Una politica del personale non può limitarsi alla sostituzione numerica delle unità cessate dal servizio, ma deve considerare l’evoluzione delle funzioni e la necessità di acquisire competenze nuove.
La vicenda solleva inoltre una questione relativa al benessere lavorativo. La qualità dei servizi pubblici dipende anche dalle condizioni nelle quali operano i dipendenti. Un’organizzazione che utilizza sistematicamente il ricorso a prestazioni straordinarie o a modificazioni dei turni può incontrare difficoltà nel mantenere nel tempo adeguati livelli di efficienza. La tutela del personale e la qualità del servizio non costituiscono interessi contrapposti: sono dimensioni strettamente collegate che richiedono una visione integrata della gestione organizzativa.
La città dovrebbe quindi affrontare il problema attraverso una valutazione trasparente della situazione organizzativa, rendendo pubblici i dati relativi alla dotazione organica, alle cessazioni previste, alle possibilità assunzionali e alle priorità operative. Un simile strumento permetterebbe di distinguere le difficoltà strutturali dalle scelte amministrative e di costruire un confronto fondato su dati verificabili. La questione della Polizia locale rappresenta, in definitiva, un indicatore più ampio della capacità amministrativa: una città non viene governata soltanto attraverso la realizzazione di nuove opere, ma ha bisogno di strutture capaci di far funzionare quotidianamente i servizi.
Fonti di riferimento
L’Osservatore Lametino – Progetto culturale e informativo indipendente – A cura di Francesco Costanzo.
Crediti fotografici: Marco Chemello (Wikimedia Italia). Fonte: Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0. Fotografia utilizzata senza modifiche.

